Il
Kaluria festival è promosso dal Comune di Cosoleto e realizzato
grazie al contributo della Presidenza del Consiglio
regionale della Calabria, dell'Assessorato alla
Cultura della Provincia di Reggio Calabria, del Parco
nazionale dell'Aspromonte e del Galvate. Il
festival trova la
propria radice nella tradizione culturale mediterranea,in una fusione iconografica, antropologica e culturale oltre che tematica
tra la cultura tradizionale e le reminescenze storiche, evolvendosi verso una
nuova rappresentazione e verso un nuovo linguaggio contemporaneo.
PHALEG
TRIO. In primo piano Danilo Gatto e Salvatore Megna.
In un'antica lingua di origine semitica il termine
Phaleg stava ad indicare più cose contemporaneamente: la terra (Phaleg-Khaleb-Calabria),
il carattere dei suoi abitanti, cioè l'essere erranti, e infine una
condizione sociale ed essenziale: la dispersione.
Come per tutti gli elementi ancestrali, che non scompaiono mai del tutto
ma restano conservati in qualche luogo della memoria forse è possibile
ritrovare un po' di Phaleg anche nella nostra situazione contemporanea
di uomini e di calabresi, nelle modalità del nostro vivere e del nostro
agire.
Artisticamente, questo ha voluto significare una ricerca, uno
sperimentare, a partire dalla tradizione popolare calabrese e dei suoi
materiali, attraversando i gusti e le personalità prima di tutto dei
musicisti che compongono il gruppo Phaleg. Il risultato è una musica
suonata in Calabria, con parentele e legami con musiche suonate in altre
parti del mondo, ma qui affonda le sue radici e ne adopera gli strumenti
così come oggi ne adopera la lingua: mischiandone i dialetti,
aggiungendovi parole e significati nuovi.
La base della sua musica è il patrimonio etnico musicale calabrese, che
riemerge tanto nei suoi suoni originali (la lira, la chitarra battente,
la zampogna) quanto negli arrangiamenti e nelle soluzioni compositive più
sperimentali del gruppo.
Il gruppo è composto da: Antonio
Critelli:zampogna a moderna, zampogna surdulina, ciaramelle,
fischiotti, flauti, lira calabrese e tamburello.Danilo Gatto:zampogna a chiave, organetti, tamburello e voce.Salvatore
Megna:chitarra battente, tamburello e voce.
Cosoleto, veduta del
Municipio. Foto Piervincenzo Canale.
L’ Italia è in cima all’elenco dell’Unesco per
patrimonio artistico e culturale. Malgrado questo primato le presenze turistiche
sul territorio nazionale crescono in percentuale minore rispetto ad altre realtà
europee. Se le città d’arte italiane e le maggiori località turistiche
montane e balneari risentono di questo trend per lerealtà “minori” si potrebbe parlare di vera e propria crisi. Le
“periferie” italianenon hanno
alcuna possibilità di accedere al circuito turistico tradizionale. Per questo oggi non si
parla più di turismo ma di turismi, ognuno ha un’offerta specifica ed
altamente specializzata, a noi piace parlare di turismo
sostenibile. Il Comune di Cosoleto a partire dall’estate 2008
ha inteso promuovere il Kaluria festival con cadenza annuale con l'intentodi attrarre e valorizzare le competenze residenti. L’obbiettivo
è stato quello di attrarre l’attenzione sul territorio promuovendo le nostre tradizioni, la nostra
cultura rurale, con un progetto che ha fatto di tutto per isolare non solo un
certo “provincialismo”, considerato un vero e proprio cancro della cultura ma
altresì sposando il concetto glocal. Per questa prima edizione la gastronomia,
la musica e la cultura popolare sono stati al centro di un'indagine filologica
con l'intento di creare
esperienze emozionali in grado di coinvolgere il visitatore. Nel contempo il festival
ha rivolto lo sguardo verso la contemporaneità grazie all'arte contemporanea.
Veduta della
mostra Specchio della vita di Giuseppe Bonaccorso. Cosoleto agosto 2008. Foto Piervincenzo Canale.
In occasione del Kaluria
festival, venerdì 1 agosto alle ore 19,30 è stata inaugurata la mostra
itinerante SPECCHIO
DELLA VITA presso la sala espositiva temporanea del Comune di Cosoleto. La mostra, promossa
e organizzata dal CRAL MCT e dal CERAC_centroregionaleartecontemporanea,
resa possibile grazie al contributo del Comune
di Cosoleto, della Comunità Montana V.T.M., dell'Hotel
Lido di Reggio Calabria e della Brasil Graniti di Gioia Tauro; si
propone come evento a carattere benefico per la ricerca di fondi in aiuto alle
famiglie dei lavoratori del porto di Gioia Tauro. Le opere realizzate
dall’artista Giuseppe Bonaccorso rappresentano immagini fotografiche del
porto di Gioia Tauro, del centro rurale di Cosoleto e della città di Reggio Calabria,
lavorate con carte abrasive, solventi e rielaborate in digitale. L’artista,
attraverso questi lavori, ci offre una visione nuova, più intensa ed
emotivamente più coinvolgente di scorci e aree cittadine comunemente note. Lo
spettatore ha così la possibilità di vedere con occhi diversi ciò che conosce
per consuetudine e cogliere quelle sfumature non immaginate, ma possibili, che i
luoghi racchiudono in sé.
OMAGGIO A ROCCO CARBONE.
Un momento della performance musicale del duo etno-jazz
Ruoppolo+Schipilliti. Foto Piervincenzo Canale.
Durante la fase progettuale del Kaluria Festival si era pensato di
coinvolgere lo scrittore Rocco Carbone, originario
di Cosoleto dove veniva ogni agosto per trascorrere parte delle sue ferie, affinché
la nostra iniziativa avesse un respiro culturale molto più ampio. Nel mentre il
progetto stava per diventare operativo la notizia della tragica scomparsa di
Rocco ci ha sconvolti e scioccati. Per noi dedicargli una serata del festival è
stata una cosa naturale, lo abbiamo fatto con stima e con affetto verso di Lui e
verso la sua famiglia: la madre Marianna, il padre Tullio, suo fratello, sua
sorella ed i suoi amati nipoti. Per l'occasione Antonio Ruoppolo e Sasà
Schipilliti ci hanno deliziato di una splendida serata musicale, con un
repertorio scelto, dove i gusti degli artisti hanno cercato di ricalcare quelli
di Rocco. Inoltre il duo etno-jazz ha composto per l'occasione il brano Cosoleto
all'improvviso.
(10/08/2008)
I
Kalamu ( il cui nome significa
musica kalabra), nascono nel 2005, quando un gruppo di giovani calabresi sperimenta un percorso musicale che vede la loro terra d’origine protagonista in un’evoluzione di suoni contaminati dal mondo che la circonda. Parte il progetto che riprende brani della tradizione popolare meridionale rielaborati con l’uso di sempre nuovi generi musicali e brani composti interamente da loro utilizzando la musicalità dei loro dialetti con testi che affrontano tematiche sociali, politiche, culturali della loro terra e del resto del mondo, attraverso occhi di giovani che non smettono di sperare in un futuro migliore.
Cosoleto
alle ore 22, Nato Schiava introduce i Kalamu, sullo sfondo
Luigi Sgamba.
Cosoleto,
i Kalamu in concerto. In primo piano Irene Cantisani.
Cosoleto,
i Kalamu in concerto. In primo piano Armando Frangella
sullo sfondo Andrea Leopardi.