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Rilascio
dei pass per accedere all'interno dell'area portuale.

Il
Sindaco di Cosoleto Antonino Gioffrè in visita al CRAL-MCT
in occasione della mostra Specchio della vita.
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Le ragioni che hanno mosso i fondatori sono originate dalla
volontà di rendere più organizzato e piacevole il tempo libero dei propri
associati e loro familiari, già accomunati dall’ambiente di lavoro. Cercare
di creare nel contempo la voglia, la tendenza ad andare oltre il semplice
rapporto di lavoro, invadendo spazi di solidarietà, aiuto reciproco, attenzione
ai problemi degli altri: spazi solitamente lasciati incolti, abbandonati a se
stessi, quasi dessero fastidio. E’ per questo che si è pensato di intitolare
l’iniziativa con la frase Specchio della vita: perché specchiarsi non sia
fine a se stesso, come se da spettatori passivi si assistesse a rappresentazioni
drammatiche che non ci riguardano. Specchio della vita perché ad ognuno di noi
spesso capita di assistere a scene che pensa non potranno mai toccarlo,
giudicandole lontane solo perché stanno riguardando altri. Ed invece ci si
accorge, specchiandosi, di quanto vacua, futile, effimera sia ogni
considerazione a riguardo; e quanto sia invece facile trovarsi invischiati in
qualcosa di impensabile e per questo spaventosamente troppo grande, di fronte al
quale trovarsi da soli è quanto di più angosciante, frustrante e opprimente ci
possa essere. E’ per questo che abbiamo pensato a questa iniziativa: perché
lo specchio ci serva ad imparare, andando oltre la mera rappresentazione visiva
della vita, non dimenticandoci che chi soffre, un domani, potremmo essere noi.
Specchio della vita si nutre delle opere di Giuseppe
Bonaccorso, nato a Roma ma in Calabria ormai da molti anni. Un autore che parte
da chiare rappresentazioni della realtà e le plasma, le forgia, le modifica con
acidi, carte abrasive, punte acuminate pervadendole di stati di animo, di
tensioni, di forti sensazioni. Scatti di vita vissuta modificati senza
che la linfa che li nutre venga per questo ignorata, anzi:
l’essenza vitale viene fuori in modo dirompente, tra fasci di luce
vivida e tremante, nascosta ma presente in ogni ombra, pulsante nelle immagini
corrotte.
Su queste opere e sulla generosità del loro autore si
fonda il nostro tentativo di andare oltre. Senza dimenticare il caro Giovanni
Barone, esempio di serietà e dedizione disinteressata, che si è gettato a
capofitto sull’iniziativa perché sorretto da encomiabili principi, in nome di
valori ed amicizia che il tempo non cancella ma rinforza; e tutti coloro che a
vario titolo hanno sorretto il nostro lavoro, senza chiedere nulla in cambio ed
anzi offrendo il loro disinteressato contributo.
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