Appunti di viaggio -  di Piervincenzo Canale


16 | 21 agosto 2008 

  Technè contemporary art  - Reggio Calabria.

 

Kaluria festival. Giuseppe Bonaccorso.
Particolare della mostra di Giuseppe Bonaccorso.

Kaluria festival. Giuseppe Bonaccorso.
Durante la vernice del 16 agosto 2008.

Kaluria festival. Giuseppe Bonaccorso. La gallerista Angela Pellicanò durante la vernice.

Kaluria festival. Giuseppe Bonaccorso. L'artista Giuseppe Bonaccorso (a sx) con un ospite.

 

Entro scendendo le scale e subito ho la sensazione di trovarmi in un posto che non ci si aspetterebbe mai di trovare in una piccola città sulla punta dello stivale. Il pavimento dell'entrata della galleria è un parquet di ferro. "Se ne è occupata mia sorella", dice Angela Pellicanò la gallerista della Technè contemporary art. "Praticamente ha tagliato diversi pezzi di lamiera  – continua Angela – come se fosse un tradizionale parquet in legno. Dopo averlo fissato, il ferro è stato parzialmente lucidato." L'effetto è quello di un pavimento indubbiamente originale, assolutamente non comune e, al contrario di quanto si possa pensare, non dà la sensazione di freddezza che esprime di solito il ferro. Anzi, è piuttosto caldo con quel suo colore marroncino.

Proseguo per i corridoi della galleria tra sculture, installazioni e quadri di arte contemporanea di tutte le dimensioni appesi alle pareti. A un certo punto mi viene consigliato da altri visitatori di dare un'occhiata alla 'project room'. "E che cos'è?" chiedo. "E' la stanza dove si espongono i nuovi progetti artistici", mi dice Paola Recagni che cura la mostra 'Specchio dell'anima'.

Entro in quella che da lontano sembrava una vuota stanza bianca, quando ad una parete vedo subito i protagonisti dell’esposizione: otto quadretti appena usciti dalla carrozzeria. Sì proprio quella dove si portano le automobili  ammaccate.  Vedendoli da lontano capisco che si tratta di esperimenti. Colori caldi e sempre vivacissimi. Il che non dispiace affatto. Mi avvicino e scopro che si tratta di foto (o forse sono dei disegni) del porto di Gioia Tauro, del lungomare di Reggio Calabria e di un altro paese molto carino che mi viene detto essere Cosoleto, non molto lontano dal porto per container della Calabria. “Tutti questi sono tratti da foto e poi lavorate con acidi e altre tecniche per dare un effetto artistico, per esaltare dei particolari”, dice Giuseppe Bonaccorso, l’autore. “Una volta terminata la fase della lavorazione, ho portato ogni quadro in carrozzeria dove è stata applicata la vernice per dare lucentezza ai colori resi altrimenti opachi dagli acidi. E’ la stessa tecnica che dà l’effetto metallizzato al colore delle auto”. Gli chiedo se ci sono altri suoi colleghi che usano la stessa tecnica o qualcosa di simile, mi risponde si qualcuno, ma siamo ancora in pochi.

La visita si fa sempre più interessante soprattutto perché inaspettata. “Di là c’è un piccolo buffet”, dice Angela. Proseguo per i corridoi fino a quando non trovo un tavolo strapieno di cibo e soprattutto con delle tartine al tonno eccezionali. In un angolo poco distante c’è il tavolo con i vini e altre bevande. Eccezionale. Mi avevano detto che la Calabria fosse un posto ospitale, ma così si va oltre le migliori previsioni. Esco a malincuore quando mi accorgo di essere rimasto quasi solo nella galleria immerso nei panorami calabresi appena usciti dalla carrozzeria.

Tutte le foto sono di Piervincenzo Canale.